BES e Inclusione

INCLUSIONE

L’Offerta Formativa dei Licei Newton punta a valorizzare le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento; realizza azioni di contrasto alle diseguaglianze socio-culturali e territoriali, previene e recupera l’abbandono e la dispersione scolastica.

In relazione a situazioni specifiche, i Consigli di Classe attivano percorsi individualizzati al fine di sostenere lo studente nel suo percorso formativo.

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Il diritto all’istruzione è riconosciuto universalmente come diritto umano fondamentale ed è da considerarsi una precondizione per la crescita e lo sviluppo delle società.

Già nel 2000, le Nazioni Unite avevano stabilito uno specifico obiettivo sull’educazione incluso tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e confermato dall’Obiettivo 4 di Agenda 2030: “Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”.

Da più di un ventennio, viene ribadito che tutti possono acquisire conoscenze e abilità per sviluppare le proprie capacità personali.

 

Education For All

Education For All (EFA) è un movimento internazionale coordinato dall'UNESCO con lo scopo di ridurre l'analfabetismo e rendere universale l'educazione per tutti e tutte contribuendo anche al perseguimento del secondo Obiettivo di Sviluppo del Millennio.

La situazione in Italia

I principi alla base del modello italiano di integrazione scolastica - assunto a punto di riferimento per le politiche di inclusione europee e non - hanno contribuito a fare del nostro sistema di istruzione un luogo di conoscenza, sviluppo e socializzazione per tutti, sottolineandone gli aspetti inclusivi piuttosto che quelli selettivi.

Il termine BES, Bisogni Educativi Speciali, è entrato in uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“.

Gli studenti caratterizzati da BES incontrano ostacoli, sia temporanei che di lunga durata, nell’apprendimento e non progrediscono allo stesso ritmo dei loro coetanei: quindi anche studenti con difficoltà di apprendimento che non sono certificabili, ma che sussistono vengono considerati tali.

I BES vengono classificati in tre macroaree:​

1. DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO

2. DISABILITA'

3. ALTRI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi che compromettono l’acquisizione di abilità di lettura, scrittura e del numero-calcolo in presenza di adeguate capacità cognitive. Il termine “specifici” indica che tali disturbi si manifestano in soggetti indenni dal punto di vista intellettivo-cognitivo e in assenza di patologie neurologiche e di deficit.

La Legge 170/2010 (Nuove norme in materia di DSA in ambito scolastico) classifica quattro tipologie di disturbo.

  1. Dislessia: difficoltà nell’imparare a leggere, nella decifrazione dei segni linguistici, nella correttezza e rapidità di lettura.

  2. Disortografia: difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.

  3. Disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica.

  4. Discalculia: difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.

Le tipologie possono manifestarsi singolarmente o contemporaneamente (comorbilità) e sono di natura neurobiologica.

I DSA hanno carattere evolutivo e si manifestano nelle prime fasi di apprendimento, quando il bambino viene a contatto con il codice scritto; per ridurre gli effetti negativi, è importante, quindi, effettuare screening già alla scuola dell’infanzia per procedere eventualmente all’elaborazione ed emissione della diagnosi.

 

Cosa deve fare la Scuola

La Scuola deve osservare attentamente e identificare precocemente i disturbi e attuare attività di potenziamento e recupero, ossia l’insieme degli interventi per favorire e promuovere l’acquisizione e lo sviluppo di una funzione non esercitata al meglio.

La Scuola, inoltre, deve garantire sinergia con gli altri attori, famiglia e medici specialisti, per ottenere una didattica individualizzata anche attraverso la stesura del Piano Didattico Personalizzato.

 

Il Piano Didattico Personalizzato

Il p.d.p. è il documento che contiene tutti gli accorgimenti, le metodologie didattiche, gli strumenti compensativi, le misure dispensative e i criteri di valutazione che permettono allo studente di raggiungere equamente gli obiettivi, ossia attraverso aiuti diversi e personalizzati in modo da ottenere le stesse possibilità e opportunità dei compagni.

Il documento viene preparato dal Consiglio di Classe, seguendo le indicazioni dei medici che hanno redatto la certificazione DSA, e consegnato alle famiglie che, dopo averlo visionato attentamente e suggerito eventuali modifiche, procederanno alla firma per accettazione. 

Nel corso dell’anno scolastico il p.d.p. può essere aggiornato e modificato in caso di necessità.

 

Esame di Stato

Alla fine del percorso scolastico, lo studente DSA affronterà l’Esame di Stato utilizzando gli strumenti compensativi deliberati dal Consiglio di Classe ed eventualmente avendo a disposizione una maggiorazione di tempo per lo svolgimento delle prove. 

Il Diploma conseguito non riporta alcuna traccia del DSA.

 

Link utili:

Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento

1. DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO

 

2. DISABILITA'

L'ICF

La Famiglia delle Classificazioni Internazionali dell’OMS comprende la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF), l’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems 10th revision (ICD-10), l’International Classification of Health Interventions (ICHI) e Classificazioni derivate.

L’ICF fornisce, attraverso un linguaggio unificato e standard, un modello di riferimento per la descrizione della salute e degli stati a essa correlati.

Riconosciuta come una delle Classificazioni delle Nazioni Unite, l’ICF rappresenta lo strumento adeguato per la realizzazione di mandati internazionali a difesa dei diritti umani nonché di normative nazionali.

L’OMS raccomanda l’uso congiunto di ICD-10 per codificare le condizioni di salute e di ICF per descrivere il funzionamento della persona.

La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute fornisce una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute come interazione tra individuo e contesto; inoltre, costituisce un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni a essa correlate con lo scopo di migliorare la comunicazione fra operatori sanitari, ricercatori, pianificatori, amministratori pubblici e popolazione, incluse le persone con disabilità.

La Legge 5 febbraio 1992 n. 104, più nota come Legge 104/92, è il riferimento legislativo "per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate". Il presupposto è che l'autonomia e l'integrazione sociale si raggiungono garantendo alla persona in stato di handicap e alla sua  famiglia adeguato sostegno.

 

Il Profilo di funzionamento

Il Profilo di funzionamento di cui all'articolo 12, comma 5, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, che comprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale, è redatto da un’unità di valutazione multidisciplinare, nell'ambito del Sistema Sanitario Nazionale, composta da:

a) uno specialista in NeuroPsichiatria Infantile o un medico specialista esperto nella patologia che connota lo stato di salute del minore;

b) almeno due delle seguenti figure: un esercente di professione sanitaria nell'area della riabilitazione, uno psicologo dell'età evolutiva, un assistente sociale o un pedagogista o un altro delegato, in possesso di specifica qualificazione professionale, in rappresentanza dell'Ente locale di competenza.

Il Profilo di funzionamento è il documento propedeutico e necessario alla predisposizione del Piano educativo individualizzato (PEI) e del Progetto individuale; definisce anche le competenze professionali e la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali utili per l'inclusione scolastica.

Il Profilo di Funzionamento è redatto con la collaborazione dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale del soggetto nonché, nel rispetto del diritto di autodeterminazione nella massima misura possibile, della studentessa o dello studente con disabilità, con la partecipazione del Dirigente Scolastico o di un docente specializzato sul sostegno didattico.

Il Profilo deve essere aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell'infanzia, nonché in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.

 

La Diagnosi Funzionale

La Diagnosi Funzionale, che dovrebbe essere redatta secondo la logica dell’ICF, deve contenere tre elementi:

  1. indicazione di menomazione/difficoltà,

  2. risorse,

  3. risorse che possono essere fruite per il progetto di crescita.

La DF dovrebbe essere frutto di un lavoro collegiale da parte di un’equipe medica multidisciplinare, prevedendo l’intervento di tutte le persone che si occupano del soggetto (psicologo, pedagogista, etc.). La DF deve essere presentata al momento dell’iscrizione a scuola per essere discussa in sede collegiale e interprofessionale con l’intervento dei medici che hanno elaborato la stessa.

 

La DF deve essere formulata in modo da contenere sia aspetti diagnostici che aspetti prognostici, in relazione all’inclusione, organizzati per aree e deve fornire informazioni riguardo a:

  • necessità e opportunità di protesi, ausili e altre tecnologie di aiuto;

  • supporti riabilitativi con o senza l’aiuto di di operatori;

  • prescrizione medica di farmaci da assumere in orario scolastico, responsabile incaricato della somministrazione e orari;

  • elenco degli operatori che devono o possono intervenire a scuola;

  • eventuali supporti alla mobilità, compreso trasporto da e per scuola;

  • ogni altra informazione inerente a prestazioni, interventi, operazioni e compiti che possono giovare al soggetto.

La DF deve, quindi, contenere informazioni riguardo compatibilità e sostenibilità di esperienze e attività per facilitare i processi di sviluppo, compatibilità e livello di sostenibilità degli obiettivi previsti per la classe e raccordi con gli obiettivi specifici e il contesto della classe.

 

Cosa deve fare la Scuola

Sulla base della Diagnosi Funzionale, delle indicazioni fornite dagli specialisti della NeuroPsichiatria Infantile che hanno in carico il soggetto e del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione della Scuola, il Consiglio di Classe procede all’elaborazione del Piano Educativo Individualizzato, ossia lo strumento attraverso cui si disegna un percorso didattico inclusivo per gli alunni con disabilità. 

 

Il PEI

A partire dall’a.s. 2021/2022, il Ministero dell’Istruzione ha elaborato un modello di Piano Educativo Individualizzato nazionale con lo scopo di uniformare e standardizzare la documentazione.

Il documento fissa gli obiettivi e le attività che si faranno durante l'anno scolastico e costruisce la trama di collaborazione tra scuola e famiglia. Nel PEI, infatti, devono essere indicati gli obiettivi educativi che si vogliono raggiungere, gli strumenti e le attività che si utilizzeranno per conseguirli e i criteri di valutazione. Si tratta, quindi, di un documento complesso, che fa da raccordo tra tutti gli interventi che vengono realizzati durante l'anno, coordinandoli e integrandoli. Per questo motivo, il PEI è destinato a periodiche verifiche e cambiamenti, per adattarlo all'evoluzione dell'alunno.

Uno Studente può seguire un percorso didattico di tipo: ordinario, personalizzato o differenziato.

1. Ordinario: percorso in cui per tutte o quasi le discipline viene seguita la progettazione didattica della classe e si applicano gli stessi criteri di valutazione; senza dimenticare che seguire la progettazione della classe e applicare gli stessi criteri di valutazione non significa annullare ogni forma di personalizzazione.Alla fine del percorso scolastico, lo studente disabile affronterà l’Esame di Stato secondo quanto specificato nel PEI ordinario. Il Diploma conseguito non riporta alcuna traccia della disabilità.

2. Personalizzato (con prove equipollenti): percorso che, pur personalizzato o adattato, conserva la sua validità ai fini del conseguimento del titolo di studio e prevede la possibilità di somministrare prove di verifica dichiarate equipollenti (in certi casi particolari, anche identiche), ossia dello stesso valore di quelle della classe pur se diverse rispetto ai contenuti, rendendo possibili semplificazioni che non compromettano la loro validità. Possono rientrare in questo ambito eventuali dispense da prestazioni ritenute non indispensabili, supporti che garantiscono in ogni caso l'autonomia di base, facilitazioni non determinanti. Valutando queste personalizzazioni, si terrà conto anche della rilevanza che possono avere le varie discipline nello specifico indirizzo di studi. Modificando in questo modo la progettazione, anche se non in maniera radicale, cambiano anche i risultati attesi per cui diventa necessario adattare i criteri di valutazione definiti per la classe. Alla fine del percorso scolastico, lo studente disabile affronterà l’Esame di Stato secondo quanto specificato nel PEI personalizzato. Il Diploma conseguito non riporta alcuna traccia della disabilità.

3. Differenziato: percorso in cui gli obiettivi disciplinari previsti sono nettamente ridotti rispetto a quelli della classe, per cui non è proponibile una valutazione su prove equipollenti. In questo riquadro, occorre definire quali sono gli obiettivi previsti, specificando i risultati attesi e i relativi criteri di valutazione. Anche una sola disciplina definita in questo modo rende obbligatoriamente “differenziato” il percorso didattico complessivo. Rientrano in quest’opzione le situazioni in cui non sussistono le condizioni nemmeno per una progettazione disciplinare ridotta e non è possibile, se non con forzature inopportune, definire obiettivi didattici sui quali si possa esprimere una valutazione degli apprendimenti. In questi casi si può decidere l'esonero totale dall'insegnamento di una disciplina, per cui non sono previsti obiettivi disciplinari da raggiungere e non serve quindi definire i relativi criteri. L'esonero è deciso dal Consiglio di Classe e deve costituire una scelta eccezionale derivante da impedimenti oggettivi o incompatibilità, non da semplici difficoltà di apprendimento. In questi casi si specifica che per la disciplina in questione è stato deciso l’esonero e, di conseguenza, si indica quali attività alternative vengono svolte in quelle ore, come vengono organizzate e valutate.

Alla fine del percorso scolastico, lo studente disabile può sostenere prove differenziate d’Esame di Stato o concludere senza dover affrontare l’Esame, conseguendo in entrambe i casi un attestato di credito formativo firmato dal Presidente di commissione per i candidati che sostengono l’esame (anche solo alcune delle prove), dal Dirigente Scolastico per i candidati che non sostengono l’esame.
 

Fonte: https://www.istruzione.it/inclusione-e-nuovo-pei/allegati/ALLEGATO%20B_LINEE%20GUIDA.pdf 

studenti adulti
 

3. ALTRI BES

L’area dello svantaggio scolastico è molto ampia in quanto gli alunni possono presentare richiesta di speciale attenzione per diverse ragioni: svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, problemi di salute, etc. 

Tutte queste differenti problematiche non vengono o possono non venir certificate ai sensi della Legge 104/92 o della Legge 170/2010, non dando conseguentemente diritto alle misure previste dalle stesse.

La Direttiva Ministeriale del 2012 e le relative Indicazioni operative del 2013 stabiliscono che il Consiglio di Classe possa attribuire lo status di Bisogno Educativo Speciale, anche temporaneo, per uno studente in presenza di svantaggio scolastico e, di conseguenza, stilare un Piano Didattico Personalizzato come per gli alunni DSA.

Rientrano nella categoria di svantaggio scolastico:

  • alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD);

  • alunni con funzionamento cognitivo limite (borderline cognitivo);

  • alunni con disagio psicologico;

  • alunni con svantaggio economico;

  • alunni con svantaggio linguistico e culturale;

  • alunni con serie problematiche legate alla salute fisica;

  • etc.

Esame di Stato

Alla fine del percorso scolastico, lo studente affronterà l’Esame di Stato utilizzando gli strumenti compensativi deliberati dal Consiglio di Classe. Il Diploma conseguito non riporta alcuna traccia del BES.

 

Link utili:

- Alunni con bisogni educativi speciali (BES). Chiarimenti: https://tinyurl.com/x32ufh4j

- Direttiva Ministeriale 27 Dicembre 2012: https://tinyurl.com/ystns23h

- Circolare Ministeriale n. 8 –  prot. 561/6.3.2013  – Indicazioni operative sulla Direttiva ministeriale

“Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”:  https://tinyurl.com/zz6tkv6v

Notebook Scuola

SERVIZI OFFERTI

Referente BES

La prof.ssa Sara Bruni, docente di Scienze Umane, Filosofia e Storia e Vicaria del Coordinatore Didattico, è la Referente d’Istituto per i Bisogni Educativi Speciali.

Gruppo di Lavoro per l’Inclusione

Il GLI è costituito da personale che per formazione specifica e/o per esperienza professionale, sensibilità e competenze svolge le seguenti funzioni:

  • rilevazione dei BES presenti nella scuola;

  • raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere;

  • confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi su strategie e metodologie di gestione delle classi;

  • rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;

  • raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli Gruppi di Lavoro Operativi. 

Fanno parte del GLI dei Licei Newton la prof.ssa Sara Bruni (Referente), il prof. Andrea Raza e il prof. Stefano Anzuinelli, nominati dal Coordinatore Didattico.

I proff. Bruni, Raza e Anzuinelli collaborano con il Coordinatore, gli insegnanti, i servizi socio-sanitari, gli Enti locali e le strutture del territorio e, in particolare, si occupano di: 

  •  attività di formazione per i docenti;

  •  azione di tutoraggio dei nuovi docenti;

  •  raccordo con Enti territoriali, Enti di formazione, Cooperative, ASL e famiglie; 

  •  coordinamento per la stesura del Piano di Inclusione Scolastica; 

  •  coordinamento per la stesura PDP degli alunni con DSA e/o con BES; 

  •  azioni di coordinamento del GLI;

  •  ricerca e produzione di materiali per la didattica; 

  •  individuazione di adeguate strategie educative;

  •  aggiornamento sull’andamento degli alunni certificati.

 

Gruppo di Lavoro Operativo

Il GLO è costituito dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione e dal Consiglio di Classe.

Il GLO, che può essere integrato dalla presenza dei genitori dello studente disabile e da figure professionali specifiche, si occupa di redigere il Piano Educativo Individualizzato.

 

Corpo docente

Come da normativa vigente, ogni docente deve effettuare aggiornamento e formazione costanti; parte di questa formazione è dedicata all’inclusione, ai Bisogni Educativi Speciali e all’utilizzo delle strategie metodologiche e tecnologiche più appropriate in base alla tipologia di disturbo.

 

Supporti esterni

Da diversi anni, i Licei Newton cooperano con alcuni specialisti del territorio (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri) e, ovviamente, con la NeuroPsichiatria Infantile degli Spedali Civili di Brescia, unità di via Maiera.